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L'Erasmus aiuta a trovare lavoro
Erasmus aiuta a trovare lavoro e a fare carriera
Il Commissario dell'Unione Europea per l'Istruzione, Androulla Vassilliou, ha presentato un rapporto sull'Erasmus dal quale si evince che il noto programma europeo aiuta a trovare lavoro. Dalla ricerca emerge, infatti, come tra gli studenti che hanno vissuto un'esperienza formativa all'estero si registri un tasso di disoccupazione pari a circa la m...

La Generazione Erasmus
270 mila studenti hanno partecipato all'Erasmus nel 2012/2013
L'Unione Europea ha diffuso i dati relativi all'Erasmus 2012/2013, mostrando come il programma pensa...Leggi tutto

Aggiornati i limiti di reddito e gli importi delle borse di studio
Nuovi limiti ISEE ed ISPE per avere accesso alle borse di studio universitarie
Il decreto ministeriale n.533 del 14 luglio 2014 ha aggiornato i limiti di reddito e gli importi min...Leggi tutto

Progetto Orientamento
Un'indagine rivela che il 22% delle matricole si pente della scelta sul corso di laurea
Scegliere il corso di laurea è una decisione assai complessa per i nostri giovani, ai quali occorre ...Leggi tutto

La laurea in 3 minuti
In Francia un concorso per esporre la tesi di laurea in 180 secondi
Laurea breve, anzi super breve, perlomeno in Francia dove i dottorandi si cimentano nella sfida di r...Leggi tutto
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Che cos'è la Laurea Breve

La Laurea Breve

La laurea cosidetta "breve" è un titolo di studio legalmente riconosciuto, rilasciato dall'Università, considerato di "primo ciclo", laddove la definizione di primo ciclo allude alla qualità delle competenze acquisite dallo studente. La laurea breve, introdotta con la riforma Berlinguer del 1997, è andata a sostituire il precedente diploma universitario introducendo un percorso universitario della durata di tre anni che risulta giuridicamente equipollente ai precedenti diplomi universitari. La riforma ha previsto in conclusione del primo triennio la possibilità per lo studente di entrare nel mondo del lavoro oppure di proseguire gli studi scegliendo fra i master  universitari di Primo livello, oppure un ulteriore biennio e conseguire la cosiddetta laurea magistrale, prima nota come laurea specialistica di norma fortemente orientata su un particolare settore disciplinare. La riforma Universitaria divenuta operativa negli atenei Italiani a partire dall'anno accedemico 2000-2001 e 2001-2002, in una fase iniziale si è trovata a fronteggiare gli inevitabili sforzi organizzativi per curare il passaggio al nuovo ordinamento, cercando criteri il più possibili efficaci per il riconoscimento di carriere universitarie in corso ma ispirate al precedente criterio organizzativo. Le ragioni che hanno indotto ad una riforma universitaria di questo tipo sono da ricercare nell'esigenza di rendere maggiormente spendibili i titoli Italiani in contesti internazionali, favorire il conseguimento del titolo Accademico in tempi più rapidi rispetto a quelli in media impiegati scoragginado l'abbandono degli studi presente in percentuale rilevante specie nei primi anni di università. Laureati più giovani con percorsi più snelli e dunque più competitivi a livello internazionale, prima nel mondo del lavolo, prima con competenze forti maturate in aula e  sul campo, insomma professionisti giovani e flessibili come il mondo del lavoro richiede.

La formazione universitaria attuale suddivide in classi di appartenenza i differenti percorsi di studio evidentemente raggruppati per aree tematiche; in altre parole appartengono alla stessa classe i corsi di studio con finalità formative comuni. Per ogni classe il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, ha stabilito le attività di formazione e i crediti ad esse corrispondenti. La laurea di primo livello, il cui percorso ha durata triennale come abbiamo detto, prevede il conseguimento di 180 crediti. Il credito formativo è il criterio che l'università ha scelto per indicare e in qualche modo misurare l'impegno richiesto allo studente per l'apprendimento e il superamento della prova d'esame per ciascuna materia di studio. Un credito per convenzione corrisponde a 25 ore di lavoro considerate tali sia nel caso di frequenza a laboratori e corsi, sia in caso di studio individuale. I crediti formativi universitari sono stati introdotti con l'intenzione di rendere più agevole il riconoscimento degli esami fra Atenei diversi in particolare a livello Internazionale. Tuttavia la normativa Italiana in termini di riconoscimento e convalida degli esami non ha ancora apportato le modifiche necessarie a rendere meno problematico il confronto fra carriere universitarie diverse, lavoro reso ancora più complesso dalle modofiche apportate ai corsi di studio e ai programmi a seguito della Riforma.

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